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 Circa il 10% delle donne è costretto a perdere ogni mese almeno un giorno di studio o di lavoro a causa dei forti dolori mestruali, il 59% della popolazione femminile soffre di mal di testa e su 10 persone colpite da insonnia 6 sono donne. Sono questi i disturbi che colpiscono in maniera prevalente le appartenenti al “gentil sesso”, disturbi che spesso arrivano a compromettere anche lo svolgimento delle normali attività quotidiane. Ma non c’è da preoccuparsi perché, nella maggior parte di casi, il disturbo può essere risolto ricorrendo ai farmaci di automedicazione, il cui uso può essere gestito autonomamente, vista la mancanza di effetti collaterali. I farmaci di automedicazione sono quei medicinali che sono facilmente riconoscibili perché presentano sulla confezione un bollino rosso con l’indicazione “farmaco senza obbligo di ricetta”. Le patologie più lievi possono essere facilmente riconosciute e quindi trattate personalmente mediante l’assunzione di farmaci che non richiedono la prescrizione medica. Ciò è valido soprattutto per i fastidiosi dolori mestruali di cui sono vittime l’80% delle donne che facilmente potranno “combattere” il loro fastidio con semplici antinfiammatori non steroidei quali l'acido acetilsalicilico, l'ibuprofene, il naprossene sodico, il ketoprofene, prodotti utili anche per il mal di testa. Come dovrebbe essere composto il Kit perfetto di farmaci di automedicazione? Innanzitutto dovrebbe contenere tonici a base di aminoacidi, come la glutammina, sostanze capaci di stimolare la produzione di globuli rossi, come l'ematoporfirina o stimolatori, come la carnitina e la cobamamide, per combattere l'affaticamento fisico e intellettuale, ma anche valeriana, melatonina, antistaminici come la prometazina e la difenidramina per la cura dei disturbi del sonno. Il rimedio per le donne che sono costrette invece a rimanere per molte ore in piedi o sedute davanti al computer sono i prodotti a base di flavonoidi, come l'oxerutina o i composti triterpenici come l'escina e la centella . Tali prodotti, abbinati a semplici regole comportamentali, sono in grado di alleviare il gonfiore alle gambe, disturbo frequente specialmente per le persone che svolgono attività lavorative “a “rischio”. Un altro semplice rimedio per coloro che soffrono di patologie vascolari sono gli estratti di vite rossa. Ecco dunque la novità: tutti questi farmaci non richiedono la ricetta del medico e possono essere facilmente acquistati in farmacia. Inoltre l’automedicazione rappresenta un efficace modo per prendersi cura di sé tenendo anche presente che, se i disturbi dovessero ricomparire entro breve tempo (24/48) ore, sarà opportuno rivolgersi al proprio medico di famiglia. È importante che i disturbi femminili non vadano ad incidere sulla qualità della vita e con un po’ di accortezza nella maggior parte dei casi possono essere facilmente riconosciuti e quindi affrontati da soli. Vediamo ora nel dettaglio come far fronte alle singole patologie e quali farmaci utilizzare. Dolori mestruali
I dolori mestruali rappresentano forse il disturbo più comune e fastidioso per le donne e anche il più invalidante: spesso infatti chi ne è vittima è costretta addirittura a rimanere a letto a causa della forte dismenorrea che è caratterizzata da crampi al basso ventre e forti contrazioni. In questo caso qual è il farmaco più adatto? Il consiglio è quello di tenere a portata di mano i farmaci antinfiammatori, quali l’acido acetilsalicilico, l’ibuprofene, il naprossene sodico, il ketoprofene. Ma può andare bene anche il paracetamolo, che pur essendo un farmaco principalmente antipiretico, può risultare invece utile nei casi il soggetto sia intollerante alle molecole dei farmaci sopracitati. L’atteggiamento corretto da adottare per alleviare i dolori consiste nel concedersi una giornata di riposo e di collocare una borsa d’acqua calda sulla pancia. Ma per molte donne vale anche il contrario: muoversi e praticare attività fisica può contrastare il disturbo: lo sport infatti libera la produzione endorfine che hanno un’azione analgesica pari a quella della morfina. Cefalee “Mal di testa” è un’espressione piuttosto generica per definire patologie molto diverse tra loro, che vengono più propriamente classificate sotto il nome di cefalee. Il dolore in questo caso è localizzato maggiormente nella regione del cranio e le cause variano a seconda dell’origine e del livello di intensità. Tuttavia l’emicrania è la più diffusa tra le donne in una percentuale di una ogni cinque uomini. Perché questa differenza? Le cause di questa “supremazia” femminile vanno ricercate nelle variazioni di tipo ormonale quali il ciclo mestruale, la menopausa e l’uso di contraccettivi orali. Anche questo disturbo risulta particolarmente invalidante specialmente per coloro le quali soffrono della famosa “cefalea a grappolo”, quella che le costringe a rimanere a letto e soprattutto al buio per trovare un po’ di sollievo. Per il mal di testa esistono farmaci di automedicazione specifici in grado di agire in modo efficace e tempestivo: sono ancora una volta gli antinfiammatori i cosiddetti “Fans” di cui si è detto sopra. Attenzione a non utilizzare farmaci diversi di cui non si conosce bene l’indicazione ed evitare i suggerimenti di parenti e amici, senza ricorrere al consiglio dei medici. È evidente che esistono soggetti maggiormente a rischio di cefalee ma in questo caso la prima cosa da fare è cercare di eliminare le cause scatenanti che generalmente consistono in: sforzi intensi dovuti ad una prolungata attività sportiva, stress, esposizioni al sole, fumo, insonnia e alcol. Insonnia e disturbi del sonno L’insonnia e i disturbi del sonno (girarsi e rigirarsi nel letto senza riuscire ad addormentarsi, svegliarsi più volte durante la notte ecc….) sono alla base di questa patologia e spesso provocano tensioni e forti stress nella donna che non riesce a riposare bene e non è quindi in grado, il giorno dopo, di svolgere le sue normali attività. L’aiuto arriva dai farmaci di automedicazione con un blando potere sedativo quali medicinali a base di valeriana, la melatoina, ma anche la prometazina e la difenidramina. Naturalmente questi farmaci, in commercio sotto forma di compresse, sciroppi o tisane, per raggiungere il risultato ottimale, devono essere assunti prima di andare a letto. In ogni caso vanno utilizzati solo i prodotti acquistabili senza ricetta e quindi leggeri perché i “veri farmaci ipnotici” sono utilizzabili solo previa ricetta del medico. Quale l’atteggiamento giusto per riequilibrare il ritmo sonno veglia? Innanzitutto evitare di dormire di giorno e aspettare la notte per il riposo; inoltre consumare cibi leggeri la sera ed evitare di assumere sostanze eccitanti (tè, caffè, alcol). Gonfiore alle gambe Molte donne svolgono lavori che le costringono a rimanere molte ore in piedi o sedute alla scrivania: questa è la causa principale del senso di affaticamento alle gambe, la cui conseguenza è il gonfiore. È un disturbo tipico del “gentil sesso”, causato da un accumulo di liquidi negli arti inferiori legato ad una “cattiva” circolazione del sangue venoso. I farmaci di automedicazione più indicati per rimediare al disturbo sono rappresentati da prodotti a base di flavonoidi, come l’oxerutina o icomposti triterpenici come l’escina e la dentella ed è possibile trovarli sotto forma di creme per l’applicazione locale, compresse o polvere per l’utilizzo in via generale. Il senso di pesantezza va combattuto rimanendo sdraiati con le gambe sollevate (un’ottima cosa sarebbe quella di riuscire a dormire con un cuscino sotto le gambe) per favorire il drenaggio linfatico. Anche l’attività fisica può tornare molto utile: l’importante è che non sia troppo intensa e prolungata. Ansia e stress Anche la stanchezza e l’affaticamento mentale incidono sulla qualità della vita e la conseguenza è che non si riesce ad essere concentrati sul lavoro o non si hanno le energie sufficienti per compiere anche le azioni più semplici. In questi casi si parla di fenomeni depressivi che vengono attribuiti ad uno stato di ansia generalizzato. Ma nella maggioranza dei casi si tratta di disturbi che non rappresentano una vera e propria patologia piuttosto sono dovuti ad uno stato di agitazione momentaneo. Tuttavia l’ansia può provocare sintomi momentanei quali dispepsie, colon irritabile, pseudoartrosi cervicali, cefalea e soprattutto nelle donne, mal di schiena. Dunque una volta stabilito che si tratta di un sintomo passeggero, in caso di irrequietezza associata a difficoltà ad addormentarsi, il farmaco di automedicazione da portare sempre con sé è un sedativo leggero a base di valeriana, passiflora, estratti di fiori di biancospino o di camomilla ed altre erbe. Invece per l’affaticamento psicofisico tornano utili farmaci tonici a base di aminoacidi, come la glutamina, l’arginina, l’aspargina, l’ematoporfirina, la carnitina e la cobamamide associati talvolta a vitamine oppure preparati polivitaminici sotto forma di compresse. Se esiste anche un problema legato alla scarsa memoria, sono consigliabili farmaci psicostimolanti a base di fosfolipidi e acidoaspartico o gingseng. In questa “particolare” patologia è importante capire quali potrebbero essere le cause scatenanti e provare ad eliminarle dal proprio quotidiano (ad es. sforzi intellettivi eccessivi, posture non corrette, alimentazione poco equilibrata ecc…). Acquista il libro su come star meglio durante le mestruazioniEtichette: dolori mestruali, farmaci per l'automedicazione
Come faccio a diventare scurissima senza riempirmi di rughette? La mia vicina di casa passa l'estate stesa sul lettino: è nera ma dimostra vent'anni di più... E i pericoli di tumore della pelle? Ognuno ha la sua ricetta, ma che cosa dicono veramente i dermatologi?
La signora che venne da me per farsi dare «una restaurata alla pelle», come diceva lei scherzando, aveva il viso color mattone, quadrettato come il collo dei pescatori. Gli occhi ridenti in una maschera di cuoio. «Dottoressa, ho inseguito il sole tutta la vita come se fosse un amante. Non credevo che mi avrebbe ripagato in questo modo». Mi misi subito al lavoro per cercare di riparare ai danni di quell'amante troppo appassionato... «Ma d'ora in poi», scherzai di rimando, «castità». Il sole, per un bel po', se lo poteva scordare. Da quando la stilista francese Coco Chanel la sdoganò, negli anni 20, la tintarella è simbolo di bellezza e di sensualità. Bisogna però che sia anche sana. Ecco tutto quello che si deve sapere per non lasciarci la pelle.
Il sole che fa bene Il Fratello sole di San Francesco fa molto bene alla salute. Si deve a lui la sintesi della vitamina D3, necessaria per l'assorbimento del calcio e la salute dello scheletro. I raggi solari possono curare malattie della pelle, come la psoriasi e la vitiligine. E mettono di buonumore: combattono perfino certe forme di depressione.
Il sole che fa male Fratellastro sole è il primo imputato del fotoinvecchiamento: ispessimento, ingiallimento della pelle, comparsa di rughe e formazione di macchie brune o bianche sono in buona parte colpa sua. Per questo è necessario proteggersi.
I raggi cattivi La luce solare contiene, fra gli altri, i raggi ultravioletti (Uv). Quelli che hanno un'azione sulla nostra pelle sono gli Uvb e gli Uva. Gli Uvb provocano la classica ustione. Gli Uva, meno energici, sono quelli che causano l'imbrunimento. Da entrambi è necessario difendersi. Gli Uvb, in particolare, provocano danni al tessuto connettivo e alle fibre elastiche della pelle, possono modificare il codice genetico delle cellule (Dna e Rna) e a lungo andare sono responsabili di alcuni tumori della pelle. Agli Uva si devono le fotoallergie e le fotosensibilizzazioni.
La difesa della pelle Ma la pelle ha imparato a difendersi dai raggi cattivi del sole. Come? Con un processo che si chiama melanogenesi: la melanina è un pigmento prodotto da cellule specializzate, i melanociti, incaricati della difesa dai raggi solari. Però la quantità di melanina non è uguale per tutti. Per questo le persone molto chiare non si abbronzano mai e si scottano.
La regola dell'ombra I raggi Uvb si concentrano nelle ore centrali della giornata, dalle 11 alle 15 e 30. I dermatologi americani hanno elaborato la shadow rule, ovvero la regola dell'ombra, facile da comunicare e da seguire: quando l'ombra è più corta della vostra altezza, meglio ritirarsi al chiuso. Tuttavia è bene proteggersi sempre, perché i raggi Uva sono comunque presenti. Le nuvole e l'ombrellone Vietato pensare che ci si può proteggere sotto l'ombrellone. La sabbia bianca riflette fino al 25% dei raggi Uvb, l'acqua fino al 95%. La neve, le superfici bianche e i metalli lucenti riflettono fino al 70% dei raggi ultravioletti. Gli Uvb penetrano per un metro sotto l'acqua e dunque ci si può scottare anche mentre si nuota. Tutti i raggi, poi, passano attraverso le nuvole.
Bambini col capello I bambini sono più a rischio degli adulti sotto il sole. Fino a tre anni di età non hanno completato il sistema di produzione della melanina e sono soggetti, quindi, a fotoustioni, anche gravi. Per questo i più piccoli non dovrebbero mai esporsi al sole senza costume, maglietta e cappellino. È indispensabile la protezione.
I numeri dei filtri ingannano I filtri vanno usati sempre. Sono di due tipi: quelli che riflettono e quelli che assorbono le radiazioni. I primi (più adatti ai bambini) sono anche detti fisici o minerali, i secondi chimici. La sigla che si legge sulle confezioni, Spf, Sun protection factor, è di solito accompagnata da un numero. Ma, dato che non esiste una scala condivisa da tutte le case cosmetiche, meglio affidarsi alla dicitura, che invece è stata imposta dalla regolamentazione europea: protezione bassa,media, alta,molto alta e ultra. L'uso dei filtri non compromette l'abbronzatura, anzi vanno usati fino all'ultimo giorno. Il filtro totale non esiste.
Occhio ai farmaci Certi farmaci, come estroprogestinici, antibiotici, diuretici, possono indurre fotoallergie. Controllate sempre il foglio illustrativo. Etichette: abbronzatura corretta, prodotti solari
Automedicarsi non significa sostituirsi al medico. Ma cosa sono i farmaci da banco, come si riconoscono e come si scelgono? Cos’è l'automedicazione responsabile? Automedicarsi vuol dire curare da sé lievi disturbi o sintomi passeggeri, come tosse, raffreddore, stitichezza: disturbi che conosciamo bene, che sappiamo non essere collegati a patologie serie, e che possiamo affrontare anche senza l’intervento del medico per la ricetta. Automedicarsi, però, non significa trascurare il proprio medico, che va avvertito se il sintomo perdura, si ripresenta spesso o con intensità superiore, e comunque in caso di dubbi. Come faccio ad automedicarmi? Per curare i piccoli disturbi si può ricorrere a farmaci appositamente formulati, chiamati appunto farmaci di automedicazione, vendibili anche senza prescrizione medica perché, nel loro impiego ampiamente diffuso, si sono dimostrati efficaci e facili da utilizzare. Cosa sono i farmaci di automedicazione? Vengono chiamati anche farmaci da banco o Otc – over the counter. Sono quelli destinati alla cura di disturbi che sappiamo riconoscere e che sono di breve durata. Come per tutti i farmaci, vanno assunti con attenzione. È quindi indispensabile attenersi alle istruzioni riportate sul foglio illustrativo e, in caso di dubbio, consultare il medico o il farmacista. Come si riconoscono? Sono contraddistinti da un bollino rosso di identificazione sulla confezione, che indica che stiamo scegliendo un farmaco adatto a curarci da soli. Al contrario, la sua assenza dice che stiamo assumendo un farmaco che ha bisogno della prescrizione medica e che non possiamo assumere autonomamente. Il bollino dice che il farmaco è sicuro, che è testato e che il Ministero della Salute lo ritiene idoneo al trattamento dei disturbi indicati nel foglio illustrativo. Cosa possiamo curare con i farmaci di automedicazione? Malesseri semplici, che si risolvono in pochi giorni, in alcuni casi solo poche ore (come per i dolori), ma è bene ricordare che se i sintomi persistono dopo il trattamento con i farmaci di automedicazione o se si ripresentano con frequenza, è necessario consultare il medico. Quando ricorrere ai farmaci di automedicazione? Quando non c'è bisogno del medico, cioè quando ci troviamo di fronte a sintomi che abbiamo imparato a riconoscere per esperienza diretta, quelli per i quali abbiamo già sentito una volta il parere del medico e non ci sono circostanze aggiuntive per cui occorre consultarlo di nuovo; oppure piccoli problemi evidentemente innocui, senza complicazioni. Come riconosco i sintomi che posso curare da solo? I più frequenti disturbi curabili con farmaci di automedicazione sono: malesseri stagionali: tosse, raffreddore, sintomi influenzali, febbre; dolori episodici: mal di testa, strappi e dolori muscolari, infiammazioni, contratture, contusioni, dolori mestruali; dolori digestivi: episodi di stitichezza o di diarrea, digestione lenta, bruciore di stomaco. Etichette: automedicarsi, farmaci per l'automedicazione, prodotti per l'automedicazione
Il processo dello svezzamento dall'infanzia alla vita adulta, porta gradualmente il bambino da una alimentazione unicamente lattea ad una variata come quella dell'adulto. Quando questo percorso alla scoperta del cibo si conclude (almeno nei suoi aspetti fondamentali, e questo avviene in genere verso l'anno o poco più) non sarà più necessario avere accorgimenti specifici per il bambino: la cucina sarà unica, ed i principi nutrizionali da seguire per gli adulti e per i bambini saranno gli stessi. Le sole differenze che rimarranno saranno relative all'apporto calorico: su questo versante l'organismo in crescita deve avere un apporto in più rispetto all'organismo ormai adulto. Un po' di numeriNel primo anno di vita occorrono circa 100-110 Kcal al giorno per ogni Kg di peso corporeo. Dopo i tre-quattro anni ne bastano 70-80, e dopo i dieci anni il fabbisogno si riduce a circa 50 Kcal al giorno per kg di peso. Nei primi sei mesi di vita le calorie introdotte con l'alimentazione vengono all'incirca così ripartite: il 55% serve per il buon funzionamento degli organi ed apparati (fabbisogno energetico di base: metabolismo basale); il 15% serve per l'attività motoria (attività fisica muscolare) e per il mantenimento della temperatura corporea (termoregolazione); il 20% è per l'accrescimento; il 10% va perduto e non utilizzato (perdita con gli escreti, feci e urine). Nel bambino per avere un grammo di aumento del peso corporeo ci vogliono circa 7 calorie. Oltre alla quota energetica in più per l'accrescimento bisogna tenere presenti anche alcune modeste differenze nella distribuzione dell'apporto calorico fra i vari principi nutritivi: I lipidi (= grassi), che nel lattante forniscono il 45-50% delle calorie, da dopo il divezzamento devono fornire il 35% circa delle calorie, decrescendo progressivamente fino a poco meno del 30%, come nell'adulto. Mentre col progredire dell'età, dopo l'infanzia, la richiesta lipidica diminuisce, va invece aumentando quella glucidica (= zuccheri o carboidrati): partendo dal 45% delle calorie totali fornite nel lattante si arriva fino al 60% circa nell'adulto. L'apporto calorico delle proteine rimane invece pressoché invariato nelle varie età, attorno al 10%. Acquista un libro sull' alimentazione del bambinoArticoli per l'infanziaEtichette: articoli per l'infanzia
PREVENZIONE E IGIENE ORALELa prevenzione in cavo orale significa mantenere una igiene orale domiciliare accurata, spazzolando gli elementi dentali 3 volte al giorno per un tempo lungo (3 minuti circa). Questo tuttavia non è completamente sufficiente poiché la placca batterica, sulla quale poi si forma il tartaro, si forma ogni 6 ore su un dente spazzolato perfettamente (perché estratto dal cavo orale) ed inserito in un mezzo salivare artificiale. Questo è il motivo per il quale è richiesta l’igiene professionale presso lo studio dove igieniste abilmente rimuovono depositi di tartaro sopra e sotto gengivale. L’igiene orale può essere fatta sia manualmente che con strumenti appositi (tipo cavitron) e non raramente deve essere completata mediante la levigatura radicolare o scaling, eseguita a mano o con strumenti appositi (ultrasuoni), al fine di eliminare ogni residuo di tartaro dalla superficie dell’elemento dentale. La tecnica di spazzolamento più accreditata, seppure oramai in uso da molti anni, è quella di Bass modificata. Nei bambini la prevenzione è rappresentata da una igiene orale domiciliare molto accurata e dall’uso di fluoro che, durante la formazione dello smalto, sostanza successivamente inerte, preserva dalla carie. Talora viene eseguita anche l’igiene orale all’interno dello studio per mano dell’igienista. Il fluoro è contenuto in varie sostanze di uso comune (e non acqua e chewing-gum) o deve essere somministrato in compresse. Un altro modo per proteggere gli elementi dentali, da attuarsi esclusivamente all’interno dello studio professionale, è la sigillatura dei solchi.
SPAZZOLAMENTO DEI DENTI Lo spazzolamento dei denti è una tecnica che se ben eseguita, permette di mantenere in salute tutte le strutture anatomiche che circondano i denti e i denti stessi. Le strutture anatomiche interessate sono: Il parodonto, area non visibile in quanto rimane al disotto della mucosa e risulta essere in comunicazione con la cavità orale mediante un solco detto solco gengivale, all’interno del quale la placca si accumula dando origine a tutta una serie di patologie che possono determinare la perdita dell’elemento dentale. La gengiva, la quale ricopre le strutture ossee e che, normalmente in prossimità del colletto dei denti e per alcuni millimetri al disotto di questi, si deve presentare, quando è in salute, di un colore rosato e di aspetto a buccia d’arancia. Viene più propriamente detta mucosa cheratinizzata; la sua natura è tale da sopportare le sollecitazioni del cibo durante la masticazione. Il primo stato patologico delle mucose gengivali è l’arrossamento accompagnato successivamente da piccoli fenomeni di sanguinamento durante le manovre di normale pulizia domiciliare. I denti, strutture anatomiche di estrema importanza sia dal punto di vista estetico che funzionale. Ogni dente ha una particolare forma strettamente correlata alla funzione che deve svolgere e quindi mantenerne l’integrità o ripristinare la stessa risulta di capitale importanza per l’equilibrio dell’apparato stomatognatico. Negli anni le tecniche di spazzolamento si sono accavallate, ma quella di uso corrente e che risulta essere la più efficace è quella che prevede l’uso dello spazzolino, con setole rigorosamente sintetiche e di durezza morbida o media (salvo rare eccezioni), con un movimento che va dal rosa al bianco, quindi dalla gengiva verso la superficie coronale del dente dopo aver effettuato un leggero movimento di rotazione nella zona dei colletti dei denti. La rotazione deve avere un'efficacia tale da distaccare la placca da tutte le superfici dentali mentre il movimento apico-coronale (dal rosa al bianco) serve per l’eliminazione vera e propria della placca. Una superficie da non trascurare è quella occlusale, cioè quella superficie che per prima va in contatto con il cibo; la sua detersione non prevede un movimento di va e vieni (questo movimento prevede solo lo spostamento della placca), ma di un movimento parallelo alla superficie stessa in una sola direzione quindi dall’avanti-indietro o meglio da dietro in avanti. Per completare le manovre di igiene domiciliare e quindi rendere più sani i nostri denti, dovremmo usare il filo interdentale che serve a detergere quelle aree dette interprossimali, cioè le zone dove i denti sono a contatto fra loro e dove anche l’uso più corretto dello spazzolino non può arrivare. L’uso del filo interdentale non è pratica semplice soprattutto per i neofiti ma con un po’ di buona volontà si possono raggiungere risultati sorprendenti. Il filo interdentale deve essere inserito fra un dente e l’altro iniziando dalla porzione coronale; successivamente deve raggiungere il solco gengivale ed entrare al suo interno, poi con un movimento di trascinamento si fa scorrere sulla parete da detergere con un movimento contrario al suo inserimento. A completamento delle manovre igieniche possono essere usate delle compresse coloranti dette "rilevatrici di placca". Le compresse sciolte in bocca rilasciano il colorante in esse contenuto che si lega alla placca residua, dandoci conferma o meno del nostro risultato. Il colorante contenuto nelle compresse è normalmente fuxina basica; il suo uso è consigliato la sera prima di andare a dormire in quanto colora sempre, tutte le are mucose e l’effetto in pubblico non è dei più soddisfacenti. Tuttavia, spazzolando accuratamente, la colorazione scompare completamente e senza lasciar traccia. Acquista i prodotti per l'igiene orale e quiLibri sulla salute del corpoEtichette: igiene orale, prevenzione
 Camminano, corrono, saltano, ballano, spesso costretti in scarpe dalle fogge sempre più azzardate, i nostri piedi sostengono quotidianamente tutto il peso di un corpo in continuo movimento, per questo bisognerebbe averne particolare cura. Come in ogni altra parte del corpo, anche la pelle dei piedi ha bisogno di essere curata e mantenuta elastica.Per ottenere un immediato miglioramento dello stato della cute, basterà svolgere un delicato massaggio con una crema emolliente. Il movimento ideale per regalarsi un'immediata sensazione di benessere, andrebbe effettuato partendo dalla pianta dei piedi, meglio se con i pollici, per poi risalire fino al polpaccio. Per mantenere i piedi in perfetta forma, è importante seguire alcune semplici regole di igiene, anche se ciò, a volte, potrebbe non bastare. Piedi particolarmente stanchi e gonfi, possono trovare sollievo mantenendo le gambe in alto, appoggiate ad un muro, per circa quindici minuti. Per risolvere definitivamente il problema dei piedi affaticati, anche la natura viene in tuo aiuto! Ecco alcuni rimedi naturali, facili ed economici: • Un olio per massaggiare e tonificare i piedi, dopo averli lavati, è facilmente ottenibile mescolando olio di sesamo con alcune gocce di olio essenziale di chiodi di garofano. • Un rimedio efficace per i piedi freddi è un bagno alla lavanda. Prepara un infuso con fiori di lavanda, circa 50 grammi per litro d'acqua. Fai diventare l'acqua tiepida e aggiungi del sale. Tieni i piedi nel bagno per alcuni minuti e lavali poi con acqua fredda. Ripeti per due o tre volte. • Contro duroni e callosità, prepara un infuso di acqua e fiocchi d'avena; appena l'acqua è tiepida fai un lungo pediluvio. Acquista un libro sulla cura del corpoEtichette: prodotti di bellezza per i piedi
Se gli occhi sono lo specchio dell'anima, il viso rappresenta la nostra condizione psico-fisica. Un viso fresco, solare, sorridente è sempre preferibile, perché rassicura e mette di buon umore le persone che ci circondano e, allo stesso tempo, ci rende belli e sempre a nostro agio. L'immagine Farmacia, a Salerno, non offre solo prodotti di bellezza per il viso, bigiotteria e prodotti per l'igiene orale, ma anche prodotti di bellezza generici per il corpo. Una volta alla settimana prendersi una piccola pausa e dedicarsi al proprio viso sarebbe assolutamente consigliabile. Fare una maschera di bellezza per il proprio viso, nutrire in profondità la pelle, cancellare la stanchezza e illuminare l'incarnato sono i quattro passi essenziali per chiunque voglia il meglio dal proprio viso. I benefici di questi semplici trattamenti sono immediati e la titolare della Farmacia Langone è sempre disponibile per consigliare la metodologia e il prodotto più idoneo ad ogni tipo di pelle. I cosmetici più ricchi di principi attivi sono ovviamente quelli con un'azione più rapida, nonché i più salutari. Nel centro non mancano i trattamenti destinati a coprire le imperfezioni ed esaltare i particolari unici del vostro viso. Tutti i cosmetici sono testati dermatologicamente e la qualità è garantita dal marchio. Non farti sfuggire un luogo unico per un trattamento necessario al benessere del tuo viso, vienici a trovare! Etichette: prodotti bellezza viso
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